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Riserva antropologica "Agromonte Spacciaboschi"

Foto: Rocco Lucia

Nome : AGROMONTE SPACCIABOSCHI

Tipologia : RISERVA ANTROPOLOGICA

Provincia : POTENZA

Comunità Montana : ALTO BASENTO

Comune : FILIANO

Provv. Istitutivo : D.M. 29.03.1972 G.U. N° 182 del 14.07.1972

Altitudine : mt. 751

Superficie : Ha 51

Proprietà : AZIENDA DI STATO PER LE FORESTE DEMANIALI

Descrizione

Riserva istituita dallo Stato nel 1972, ha lo scopo di salvaguardare un sito di notevole interesse storico; essa appartiene alla foresta demaniale di Lagopesole e comprende uno dei terrazzi che dominano la Valle di Vitalba verso la quale degrada dal lato di levante.

Qui era ubicata la medioevale Acermontis, della quale sono ancora visibili i ruderi che permettono di individuare una chiesa, un fortilizio e le probabili mura.

Le testimonianze più antiche di Agromonte risalgono al 9 giugno 1152. In un breve pontificato di papa Eugenio III che enuncia i casali e le parrocchie comprese nella giurisdizione ecclesiastica del vescovo di Rapolla.

«Era un centro abitato, con castello sito a sud-est dell’odierna frazione di Filiano, denominata Scalera, […] al tempo dei romani era un importante nodo stradale, dove la via Erculeia si incrociava con la strada che, partendo da Venosa, congiungeva l’Appia Antica con la Via Popilia, a Marcelliana nel Cilento, dopo aver attraversato la Valle di Vitalba e l’Appennino Lucano nei pressi del Monte S. Croce. Sotto il governo di Carlo I d’Angiò, nel 1267-68, Agromonte prese parte alla rivolta Ghibellina, il suo castello e il suo abitato furono molto danneggiati….»

Nel XIII sec. contava più fuochi di Avigliano. Nel 1330, rimase ad Agromonte solo una piccola domus e poche decine di abitanti, che in quell'anno l'abbandonarono definitivamente le loro umili dimore, sparse intorno alla chiesa non più parrocchiale, grazie ai privilegi ed esenzioni concesse da Giovanni D'Angiò, per ripopolare Atella.

Ricorda G. Fortunato in “Il Castello di Lagopesole” nel 1902: “sorge Agromonte sul dosso di un promontorio che scende al ponte Cerasale presso la confluenza con il Torrente Sterpito … Il suo nome è sempre vivo tra gli abitanti della Valle: vivo come i suoi pochi ruderi fra le annose querce del bosco, al di sopra della galleria omonima del tratto di strada ferrata dalla stazione di Forenza a quella di Lagopesole: in alto la bicocca, al basso la chiesetta, e questa dall'abside ancora visibile, ancora cinta di sepoltura”.

G. Fortunato sosteneva che questo castrum era in comunicazione con il vicino castello di Lagopesole attraverso un condotto sotterraneo, ipotesi mai verificate nella realtà.

Al fascino di questa memoria antica si associa un contesto naturalistico unico, dove a una situazione geologica articolata si affianca un ottimo sodalizio floro-faunistico.  

Quei ruderi sono ancora oggi visitabili, sul clinale che sovrasta la fontana di Sparciaboschi lungo la rotabile che da Scalera porta a Dragonetti.

Patrimonio rurale

L'origine degli insediamenti primitivi dovuta allo svolgimento di attività agricole e pastorali ha determinato una diffusione capillare sul territorio generando frazioni che, nel tempo, sono diventate anche più popolate del paese stesso.

Filiano risulta così un Comune singolare per il fascino del paesaggio dolce e collinare sul quale si adagiano i vari nuclei abitati fortemente connotati dagli elementi caratteristici del mondo contadino.

La visita alle Riserve è consentita esclusivamente a fini educativi e di ricerca culturale, secondo precise norme comportamentali, previa autorizzazione del Corpo Forestale.

(testi di Gennaro Mecca, Michele Bochicchio, Vito Mecca e Vito Sabia)

Come arrivare

L'area è gestita dal Corpo Forestale dello Stato, per visite guidate è necessario rivolgersi all'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Potenza. E' possibile accedere al sito da due ingressi: dalla strada provinciale SP75 (segnata come Strada Provinciale Iscalunga-Dragonetti sulle mappe online), oppure dalla Strada provinciale di Piano del Conte.

Qui sotto la mappa di un itinerario che consente di giungere, partendo dalla fontana sulla SP75, alle rovine della Chiesa e dell'antico fortilizio.