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CRONISTORIA SULLA EREZIONE DELLA FRAZIONE FILIANO IN COMUNE AUTONOMO

Un gruppo di persone della frazione Filiano, che nel complesso conta 686 abitanti, unitamente ad alcuni contadini contribuenti di altre frazioni, ai quali fecero intendere essere necessario opporsi alla costituzione di un Comune con sede in Lagopesole, raccolse firme e segni di croce dei suddetti e presentò al Ministero per l'Interno istanza per la erezione di un Comune autonomo con sede in Filiano.
Il Consiglio Comunale fu chiamato a dare il proprio parere, ed a tale scopo fu convocato per il giorno 26 giugno 1947. Alla seduta fu presente il dottor Patrella in rappresentanza del Prefetto. A detta seduta si presentarono 19 contribuenti figuranti tra i sottoscrittori della richiesta per la creazione in Comune autonomo di Filiano i quali dichiararono, alcuni di non aver mai firmato, altri che non avevano interesse a separarsi dal Comune ma di essersi voluti opporsi alla creazione di un Comune con sede in Lagopesole, come loro era stato detto.
Si venne inoltre a conoscenza che gli altri contribuenti, invitati dall'Amministrazione a presentarsi perché questa e il rappresentante del Prefetto avessero potuto rendersi conto se effettivamente la volontà dei medesimi era quella di separarsi dal Comune, non avevano potuto presentarsi perché il Comitato separatista di Filiano, venuto a conoscenza dell'invito dell'Amministrazione ai sottoscrittori, aveva bloccato le strade per impedire che gli invitati avessero potuto esporre liberalmente la loro volontà.
Il Consiglio allora deliberò di astenersi dall'esprimere qualsiasi parere in merito fino a quando non avesse fatto luce, con indagine diretta, sull'attività del Comitato separatista e sulla effettiva e reale volontà dei contribuenti firmatari.
E, in esecuzione di tale deliberato, richiedeva alla Prefettura e alla Deputazione Provinciale che tale richiesta fosse eseguita da un funzionario della Prefettura, con il concorso di un delegato dell'Amministrazione e di un delegato della Deputazione Provinciale. Ciò non è stato fatto.
Qui necessita ricordare la seduta consiliare dell'11-1-1948. Il consiglio, edotto dal Sindaco Andrea Mancusi della reale situazione della pratica per l'erezione in un Comune autonomo della frazione Filiano e di altre, sentita la relazione del consigliere avvocato Bochicchio che ricorda lo svolgersi del malcontento che ha dato luogo al movimento separatista, facendo voti di non giungere ad una separazione, ma di ottenere dall'amministrazione comunale il decentramento dei servizi atti ad agevolare la massa campestre, approvò per appello nominale l'ordine del giorno presentato dall'Amministrazione.
In detto ordine furono denunziati i mezzi tortuosi per carpire le firme, prospettando ai sottoscrittori le cose sotto un punto diverso da quello che era in realtà. Diciotto consiglieri votarono per il sì, un consigliere della minoranza si astenne, mentre i consiglieri della zona, Luongo, Serafino e Summa votarono contro.
Intanto, nel dicembre 1948, la Prefettura inviò al Comune, per la pubblicazione, il progetto di delimitazione territoriale della frazione Filiano, con la planimetria. In esso veniva assegnato all'erigendo Comune, che avrebbe la quarta parte della popolazione, un territorio superiore a quanto resterebbe al Comune di Avigliano con popolazione quadrupla.
Contro gli atti suddetti e contro il progetto di erezione del Comune autonomo di Filiano furono presentate numerosissime opposizioni, che furono trasmesse alla Prefettura.
È risultato che varie frazioni, quali Sterpito di Sotto, Sterpito di Sopra, Capanne Rinaldi, Forcillo, Montecaruso non volevano distaccarsi dal centro di Avigliano perché vi hanno interessi.
Queste frazioni non possono essere confuse con quelle di Filiano, che conta appena 686 abitanti, ed essere da questa assorbite, solo perché il comitato separatista di Filiano ha fatto firmare solo alcuni contadini contribuenti di dette frazioni i quali sono la minoranza nelle frazioni stesse, solo per poter far figurare il numero di 3.000 abitanti, previsto dalla legge, e che non si raggiungeva affatto con la esclusione delle suddette.
Ma queste frazioni non potevano essere distaccate contro la volontà dal Comune di Avigliano.
In conseguenza i separatisti non raggiungevano i tremila abitanti prescritto come minimo dalla legge per l'erezione in un Comune autonomo. Tanto più se si considera che la Costituzione della Repubblica Italiana, in vigore dal 1° gennaio 1948, all'art. 133, demanda la creazione di nuovi Comuni all'Ente Regione.
Successivamente la Prefettura richiese il certificato dell'avvenuta pubblicazione del progetto, che si chiama definitivo, di delimitazione territoriale dell'erigendo Comune di Filiano.
Contro questo progetto il Consiglio Comunale si oppose soprattutto perché si assegnava all'erigendo Comune, non ostante le rettifiche apportate al progetto primitivo, un territorio superiore di gran lunga alla stessa richiesta dei Separatisti, e comprendente tutto il bosco di proprietà del principe Doria, sul quale il Comune di Avigliano vanta i diritti sanciti dalla Convenzione 1906 tra esso Comune e il padre dell'attuale Principe, assegnazione che favorisce ingiustamente Filiano e immiserisce Avigliano il quale, con residua popolazione quadrupla di Filiano avrebbe un territorio inferiore all'erigendo Comune e non potrebbe vivere.
Numerosi cittadini hanno fatto opposizione a questo nuovo progetto di delimitazione. Non poteva la frazione Sterpito seguire la sorte delle altre sol perché 52 contribuenti di essa, i quali non rappresentavano la maggioranza numerica né la metà dei tributi della frazione, hanno apposto le loro firme.
La creazione di un nuovo Comune non è cosa urgente da doversi decidere assolutamente prima di attendere la nomina dei Consigli Regionali.
I ricorrenti di Avigliano, come si espressero in un ricorso, non hanno chiesto altro che la pura applicazione della legge, senza intromettenze elettoralistiche.
L'amministrazione, giusta la deliberazione consiliare sopracitata, continuò a lottare con tutti i mezzi perché tale separazione non venisse e perché non vi era motivo di procedere affrettatamente per una questione che non richiedeva un'immediata risoluzione, potendosi rimandare la decisione al Consiglio regionale che avrebbe potuto decidere con più serenità, magari anche con un referendum. Ma il decreto presidenziale 10-3-951 n. 768 ha posto fine alla voluminosa pratica. La data 1° gennaio 1952 segna l'inizio del nuovo Comune di Filiano.
Ricorsi vari sono stati inoltrati perché le autorità competenti vogliano almeno riparare in parte l'ingiusta ripartizione territoriale fatta e assegnare al nuovo comune di Filiano il solo territorio che ha fatto parte, sin dal 1900, della circoscrizione dell'ex ufficio dello stato civile di Filiano, territorio che segue i confini naturali che sono dati dal tratturo Inforchia, tratturo Riseca, strada statale Dauno-Lucana e vallone Varco di Livio. La zona compresa tra il tratturo Inforchia e il Comune di Forenza è di pertinenza delle frazioni di Montemarcone e Stagliuozzo, frazioni che non entreranno a frra parte del comune di Filiano.

(V. Claps, Avigliano, 3ª edizione, tipografia F.lli Jovane, Salerno, 1966, p. 31)

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