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Film sulla Shoah
Tra le varie iniziative previste per la ricorrenza della "Giornata della Memoria" vi sono una serie di proiezioni cinematografiche.
Calendario proiezioni
26 gennaio 2010, ore 10:00
Il bambino con il pigiama a righe
27 gennaio 2010, ore 10:00
Il bambino con il pigiama a righe
27 gennaio 2010, ore 18:00
Ogni cosa è illuminata
28 gennaio 2010, ore 10:00
Il bambino con il pigiama a righe
1 febbraio 2010, ore 9:30
Jona che visse nella balena
Tutte le proiezioni si terranno presso il Centro sociale "Prof. G. Lorusso" in Viale 1° Maggio a Filiano.
Trama del film
Il bambino con il pigiama a righe
Bruno è un tranquillo ragazzo di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla loro comoda casa di Berlino in un’area desolata in cui questo ragazzino solitario non trova nulla da fare e nessuno con cui giocare. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la ‘fattoria’ che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato. L’incontro di Bruno col ragazzo dal pigiama a strisce lo porta dall’innocenza a una consapevolezza maggiore del mondo degli adulti che li circonda, mentre gli incontri con Shmuel si trasformano in un’amicizia dalle conseguenze terribili.
Trama del film
Ogni cosa è illuminata
Tratto dal famoso romanzo di Jonathan Safran Foer, "Ogni cosa è illuminata" racconta la storia di un giovane che parte alla ricerca della donna che ha salvato suo nonno durante la seconda guerra mondiale, in una piccola città ucraina cancellata dalle carte geografiche dall'invasione nazista. Quello che inizia come un viaggio per ricomporre la storia di una famiglia nelle circostanze più assurde, si trasforma in un'esperienza sorprendente e ricca di rivelazioni, sull'importanza della memoria, la natura pericolosa dei segreti, l'eredità dell'Olocausto, il significato dell'amicizia e, soprattutto, l'amore.
Trama del film
Jona che visse nella balena
A quattro anni, Jona Oberski che vive ad Amsterdam con i genitori ebrei Max e Hanna. a causa dell'occupazione nazista della città, è costretto con la sua famiglia a trasferirsi in un campo di smistamento tedesco. Gli Oberski sono destinati a passare da un campo di raccolta all'altro, per essere poi scambiati con prigionieri germanici. A 7 anni, Jona ha già subíto freddo, fame, paure e sofferenze: sempre insieme per sua fortuna ai genitori (in baracche comunque diverse), il bambino è obbligato a farsi un mondo suo, subendo anche momenti umilianti o angherie anche degli altri ragazzi, abituandosi al filo spinato e alle voci minacciose. Rarissimamente un gesto gentile (l'anziano cuoco di un lager, o il medico dell'ambulatorio). Poi l'ultimo incontro amoroso dei genitori: la morte del padre stremato nel fisico; quella della madre semidelirante (curata ormai in un ospedale sovietico): l'assistenza di una ragazza a cui quella lo ha affidato e, infine, nel 1945, la generosa accoglienza dei Daniel, una matura coppia abitante ad Amsterdam. E' tutto ciò che resta a Jona a testimonianza del suo passato e delle radici amarissime, nel quadro di una tragedia immane, da cui il bambino è uscito solo per la sua tenacia e per la memoria incancellabile di sua madre, che anche morente ha continuato a dirgli "non odiare nessuno".