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Filiano: 25 anni di Via Crucis Vivente

L’atmosfera è quella apparentemente distaccata e serena di sempre. Ma a Filiano sono giorni intensi di fervore e di attesa. Nei fine settimana di Quaresima e nelle ore libere si prepara e si mette a punto l’evento dell’anno: la Via Crucis vivente. Una tradizione che, iniziata con discrezione nel 1984, è talmente cresciuta da diventare famosa ben oltre i confini del circondario. Come nelle ultime edizioni, anche quest’anno è atteso più di un migliaio di visitatori.

La prima edizione risale al 1984 per volontà di un gruppo di giovani filanesi, i quali radunatosi intorno all’animatore Mecca Antonio e con la collaborazione del parroco Don Mariano Spera, vollero impegnarsi nell’organizzazione dell’iniziativa e nel contempo rappresentare al meglio gli ultimi eventi della vita di Cristo.
Con pochi mezzi e tanto entusiasmo il gruppo di giovani realizzarono i costumi e le scenografie e diedero vita alla prima edizione della “Via Crucis vivente” in Filiano. Quel gruppo di giovani poco tempo dopo diede vita al Circolo “Vitalba” A.N.S.P.I. che ha curato l’organizzazione dell’evento fino ad oggi. Negli ultimi anni ad esso si è affiancato la Pro Loco che muovendosi sul solco della tradizione cerca di dargli continuità e che da qualche anno tenta di rinnovarla ed ampliarla. L’edizione di quest’anno vede anche la partecipazione nell’organizzazione del Forum Giovanile Comunale C63.
Da rimarcare il patrocinio del Comune di Filiano e la collaborazione della Parocchia “Maria SS. del Rosario”.

Religione, cultura, tradizione popolare. In un trittico di parole è racchiusa la Via Crucis di Filiano, storica trasposizione scenografica di uno dei momenti più significativi della fede cristiana. Filiano sarà giovedì 9 e venerdì 10 p.v. al centro dell'attenzione per una manifestazione che si ripete da 25 anni in un continuo crescendo di partecipazione.

Ma sarà una Via Crucis tutta particolare. Il motivo?
La "Via Crucis" si presenta come occasione per riflettere sul mistero della morte e resurrezione di Cristo, punta cardell'esperienza cristiana. Esiste un modo di porsi di fronte al dolore che non è ribellione disperata, né rassegnazione fatalistica, ma con la sua accettazione la si trasforma in momento di maturazione feconda che si radica in un vuoto d'amore.
In virtù di queste considerazioni, gli organizzatori della “Via Crucis vivente” – Sabia Vito, Summa Donato e Romaniello Giovanni - insieme a tutti i partecipanti, hanno inteso dedicare la venticinquesima edizione della “Via Crucis vivente” alla famiglia Santarsiero, lasciando che la sacra rappresentazione della Passione del Cristo li accompagni a contemplare questo infinito mistero pasquale e che dia senso al dolore e riscatti ogni sofferenza in ricordo di Rosaria, Antonio e Antonella.

Ma come si articola l'iniziativa?
La “Via Crucis vivente” è un connubio di folklore, umanità, mistero, dolore e senso del sacro.
Per un giorno il paese di Filiano diventa un enorme palcoscenico, i luoghi più caratteristici diventano spazi per la drammatizzazione della passione di Gesù.
Le sacra rappresentazione ha il suo prologo - giovedì 9 aprile alle ore 21:00 - in Piazza Autonomia e precisamente dal sagrato della Chiesa madre, con la rievocazione dell’ultima cena, e poi prosegue nel Getsemani (orto degli ulivi) ricreato nel giardino adiacente, con la scena della cattura e la scena del bacio di Giuda Iscariota: l’apostolo che tradì Gesù di Nazareth consegnandolo ai soldati del Sinedrio; per concludersi con le accuse dinanzi al Sinedrio.
La sacra rievocazione continua - venerdì 9 aprile alle ore 17:30 – in Piazza SS. Rosario dove, davanti alla Chiesa di San Giuseppe (risalente al 1830), si svolgerà il processo dinanzi a Ponzio Pilato.
Da qui inizia il corteo per la salita al monte Cavario, rappresentato da una collinetta alla periferia del paese.
Il corteo si dipana lungo un suggestivo percorso tra i vicoli, tracciando i momenti salienti della passione, scanditi dalle quattordici tradizionali stazioni del rito della “Via Crucis”: le cadute lungo la salita, il commovente incontro con la Madre e con la Veronica, immagini queste in grado di creare un’atmosfera di profondo raccoglimento e riflessione, ricca di
pathos e suggestioni.
Particolare rilevanza è data dagli organizzatori ai momenti dell’incontro di Gesù con gli altri personaggi che la tradizione evangelica colloca sulla via verso il Calvario: Simone di Cirène, l’uomo che si accollò il peso della croce per alleviare le sofferenze di Gesù, le donne del popolo, che hanno accompagnato con il loro pianto i momenti più intensi della
Via Crucis. A queste scene si aggiungono, nel rispetto del testo evangelico, l’incontro con Giuda, il traditore in preda alla follia, e il rinnegamento di Pietro, il discepolo posto dal Cristo a capo della Chiesa.
Il rito ha il suo culmine nei pressi di Villa Mancini, luogo della rappresentazione del Golgota, con il tragico momento della crocifissione. Qui la drammatica immagine della croce sul cruento palcoscenico del Calvario fa da sfondo ad un affresco vivente particolarmente significativo: il corpo del Cristo tra le braccia delle Madre, è riproposto come momento culminante della rievocazione del sacrificio del figlio di Dio. Il toccante epilogo della
Via Crucis si ha con la luce della resurrezione.

Nella manifestazione sono impegnati circa 70 tra attori e figuranti, oltre un discreto gruppo di collaboratori.
Le musiche accompagnano tutta la sacra rappresentazione e grazie al loro potere espressivo e comunicativo, rivestono un ruolo fondamentale nel creare una giusta atmosfera e fanno si che il pubblico si compenetri nelle vicende e percepisca la sensazione di quel che può aver sentito il Cristo-uomo.
Ricchi ed accurati sono i costumi, ai quali da sempre è dedicata una particolare attenzione; infatti gli abiti dei circa 70 personaggi (popolani, soldati, sommi sacerdoti ecc..) sono di pregevole fattura. A questi si aggiungono le armature dei soldati.

La riflessione sugli ultimi tragici momenti della vita del Cristo, che costituisce uno dei tradizionali
leitmotiv delle rappresentazioni folkloristiche pasquali lucane, si arricchisce dunque, in questa “Via Crucis Vivente” di nuovi spunti e nuove sfumature, e vuole proporre una diversa rappresentazione della Passione, volutamente realistica, finalizzata a fotografare la sofferenza dell’uomo Cristo per celebrarne il ricordo.

Vito Sabia

Giovedì 9 aprile 2009 - ore 21:00

PERSONAGGI e INTERPRETI

Gesù : Santoro Vito
Matteo : Telesca Angelo
Pietro : Romaniello Giovanni
Giuda : Laurenzano Michele
Discepoli : Carriero Tonino, Guglielmi Carmine, Larotonda Giovanni, Mecca Vito, Pace Antonio, Pace Fabio, Palladino Saverio, Santarsiero Andrea, Santarsiero Vincenzo
Nicodemo : Pace Nicola
Giuseppe : Guglielmi Leonardo
Caifa : Martinelli Nicola
Anna : Summa Donato
Sommo Sacerdote : Santarsiero Andrea
Accusatori : Martinelli Salvatore, Guglielmi Carmine
Centurioni : Rinaldi Vito, Spera Paolo
Guardie ebree : Bochicchio Antonio, Grieco Gianmarco, Lorusso Angelo, Lorusso Salvatore, Martinelli Carmelo, Pace Nicola, Pace Vitantonio, Pannullo Simone, Santoro Antonio, Summa Donato, Zaccagnino Angelo
Voce del popolo : Santoro Giuseppe
donna : Musceca Simona
2ª donna : Corbo Maria
3ª donna : Pace Francesca
Popolani : Bochicchio Fabiana, Colangelo Paolo, Corbo Emanuele, Corbo Gianvito, Curto Leonardo, Mancusi Ilenia, Martinelli Carmelo, Pace Annalisa, Pace Marica, Pace Valeria, Romaniello Nicola, Sileo Anna, Sileo Carmela
Narratrice : Colucci Angela

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SCENE

(Piazza Autonomia)

  • Ultima cena
  • Orto degli ulivi -Tradimento e cattura
  • Pietro rinnega Gesù
  • Il processo (Gesù giudicato nel Sinedrio)


Venerdì 10 aprile 2009 - ore 17:30

PERSONAGGI e INTERPRETI

Gesù : Santoro Vito
Pilato : Gambetta Biagio
Cireneo : Santarsiero Andrea
Giovanni : Larotonda Giovanni
Eleazaro : Filippi Vito
Gionata : Santarsiero Andrea
Longino : Pace Antonio
Centurioni : Mecca Vito, Santarsiero Vincenzo
Frustatore : Romaniello Giovanni
Portacatene : Rinaldi Vito
Tamburino : Colangelo Paolo
Ladroni : Corbo Vincenzo, Pace Carlo
Aquilifero : Corbo Emanuele, Curto Leonardo
Littori : Corbo Gianvito, Romaniello Nicola
Ragazzo : Pace Livio
Popolano : Martinelli Salvatore, Santoro Giuseppe
Guardie ebree : Bochicchio Antonio, Pace Nicola, Pace Vitantonio, Pannullo Simone, Santoro Antonio, Zaccagnino Angelo
Soldati romani : Grieco Gianmarco, Guglielmi Carmine, Lorusso Angelo, Lorusso Salvatore, Palladino Saverio, Santoro Mario, Summa Donato, Telesca Angelo

Madonna : Giuliano Alda
Maddalena : Mecca Barbara
Samaritana : Corbo Maria
Accompagnatrice Samaritana : Corbo Maria Carmela
Veronica : Colangelo Caterina
Accompagnatrice Veronica : Morlino Marianna
Pie donne : Bochicchio Fabiana, Mancusi Ilenia, Musceca Simona, Pace Annalisa, Pace Francesca, Pace Marica, Pace Valeria, Sileo Anna, Sileo Carmela
Narratrice : Colucci Angela

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SCENE

  • Gesù viene condotto da Pilato (piazza Autonomia)
  • Pilato condanna Gesù (piazza SS. Rosario)
  • Prima caduta (piazza Sen. Vito Reale)
  • Incontro con la Madonna (largo Taverna)
  • Cireneo (via Nuova)
  • Incontro con la Veronica (villa Mancini c/o colonnina rotatoria)
  • Seconda caduta (villa Mancini c/o monumento ai caduti)
  • Incontro con le Pie Donne (rione Pace c/o supermercato)
  • Incontro con la Samaritana (rione Pace c/o fontana)
  • Terza caduta (rione Pace fine salita)
  • Arrivo sul calvario (collinetta Villa Mancini)
  • Crocifissione dei ladroni (collinetta Villa Mancini)
  • Gesù viene inchiodato sulla croce (collinetta Villa Mancini)
  • Il buon ladrone (collinetta Villa Mancini)
  • Morte di Gesù (collinetta Villa Mancini)
  • La pietà e deposizione (collinetta Villa Mancini)


Organizzazione

Raccolta fondi : Bochicchio Antonio, Corbo Vita Maria, Macchia Giusi, Musceca Simona
Scenografia : Colucci Angela, Summa Donato
Collaborazione Scenografia e Regia : Romaniello Giovanni
Regia : Summa Donato
Coordinamento e organizzazione generale : Sabia Vito

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