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Tra i formaggi più caratteristici di Basilicata, il Pecorino di Filiano si produce in una vasta area compresa tra il massiccio del Monte Vulture e la Montagna Grande di Muro Lucano, che ha per centro la splendida valle di Vitalba nel territorio del Comune di Filiano.

La produzione di questo formaggio ha origine antichissime, addirittura preistoriche. Nel territorio vi sono infatti tracce di popolazioni indigene dedite alla caccia, ma anche all’allevamento di ovini e caprini fin dal Mesolitico (12000 a. C.) Il toponimo “Filiano” poi, seguendo una delle ipotesi a tutt’oggi accreditate, deriverebbe dall’attività di “filatura della lana”, che è direttamente conseguente all’allevamento degli ovini. Di certo, la valle di Vitalba e le zone montuose circostanti ospitano vaste masserie agricole fin dalla prima conquista romana (IV° sec. a. C.), come attesta anche l’importante collegamento della via Erculea, che collegava le antiche città di Venosa e di Grumento, nonché i numerosi tratturi per la transumanza direttamente collegati a questa strada. Successivamente, durante le età Sveva e Angioina (fine XII° sec. – XV° sec.) tutta la zona mantiene un ruolo produttivo molto importante nell’economia del Regno di Napoli, e i prodotti caseari sono oggetto di un florido mercato nella capitale. A partire dal XVI° sec., i Doria, grandi feudatari della zona, organizzano delle vere e proprie masserie specializzate per l’allevamento degli ovini. Esperimenti simili si ripeteranno anche nei secoli successivi, fino alle moderne aziende agricole dei primi del ‘900, di cui si possono vedere ancora le strutture sul territorio.

Questa continuità storica nella produzione del formaggio si deve certamente alle caratteristiche ambientali ottimali del territorio, ricchissimo di pascoli a foraggere spontanee (loglio, trifoglio, veccia, festuca, avena selvatica) ed erbe officinali (origano, timo, finocchietto selvatico, malva). A ciò si aggiunge la particolarità delle acque, che sgorgano ricche di sali minerali dalle falde vulcaniche del Vulture.

Dal 1972, il Comune di Filiano e poi il Consorzio per la tutela del Pecorino di Filiano organizzano ogni anno, all’inizio di Settembre, una sagra per la valorizzazione e la commercializzazione del prodotto.

Dall’Ottobre 2002 il Pecorino di Filiano ha ottenuto un riconoscimento nazionale che lo candida, in sede europea, all’ottenimento del prestigioso marchio D.O.P. (Denominazione d’Origine Protetta). Ciò al fine di istituzionalizzare e tutelare in ambito europeo le caratteristiche organolettiche e biologiche del prodotto; renderlo individualizzabile sul mercato (attraverso un marchio impresso sulla crosta); e garantirne la qualità e la provenienza.

L’iter per il riconoscimento della Denominazione di origine protetta del Pecorino di Filiano si è concluso con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n° 330 del 15 dicembre 2007 del regolamento 1485/2007 che ne ratifica, assieme ad altri prodotti, l’iscrizione nel registro delle Dop.

Il Pecorino è DOP ! 

Scarica la Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea n° 330 del 15.12.2007

Il prestigioso formaggio lucano, dal sapore dolce e delicato che diventa sempre più pronunciato con il protrarsi della stagionatura ed è ottenuto esclusivamente da latte di pecora dei territori della Basilicata nord-occidentale, è ufficialmente riconosciuto a livello comunitario.

Si tratta della prima Dop interamente lucana, che caratterizza un territorio ricco di storia, biodiversità e tradizione.

Fino ad oggi solo un’altra Dop interregionale, un altro formaggio – il Caciocavallo Silano – comprendeva tra gli altri il territorio della Basilicata.

Un importante traguardo per il comune di Filiano, capofila dei 30 comuni inseriti nel territorio della Dop, che ha visto concretizzarsi tutti gli sforzi sostenuti in diversi anni con la guida ed il sostegno dei tecnici e divulgatori dell’Alsia attraverso l’animazione territoriale, l’assistenza tecnica, la formazione, l’affiancamento alle aziende per le attività di produzione, trasformazione e promozione.