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Delibera del Consiglio comunale di Avigliano

N. 1
Parere del Consiglio Comunale sulla domanda prodotta dai frazionisti di Filiano per ottenere l’erezione della Frazione in Comune Autonomo.
Spedito il 30.6.47
N. 3788

L’anno millenovecentoquarantotto il giorno ventisei giugno in Avigliano, nella sala d’udienza della Pretura, in mancanza di una sala idonea nella Casa Comunale, alle ore 10,45.
Il Consiglio Comunale è stato convocato dal Sindaco con avvisi scritti notificati a ciascun consigliere, per le ore 10 di oggi; in seconda convocazione, giusta decreto prefettizio 17 corrente n° 9674 per discutere il seguente ordine del giorno: “Parere del Consiglio Comunale sulla domanda prodotta dai frazionisti di Filiano per ottenere l’erezione della frazione in Comune Autonomo.”
Alle ore 10,45 il Presidente ha dichiarato aperto la seduta.
Sono intervenuti i seguenti consiglieri:
1° Avv. Colangelo Boemondo Sindaco Presidente
2° Claps Gaetano
3° Avv. Giuseppe Santarsiero
4° Rosa Vito
5° Mancusi Andrea
6° Avv. Bochicchio Domenico (Frazione Lagopesole)
7° Claps Vincenzo
8° Col angelo Domenicantonio
9° De Bartolomeo Giovanni
10° Avv. Genovese Nazareno
11° Lorusso Donato
12° Lorusso Vito (della Frazione Miracolo)
13° Lucia Vito Donato (della Frazione Iscalunga)
14° Luongo Vito (della Frazione Filiano)
15° Mancasi Domenico (della Frazione Moccaro)
16° Mecca Vito (della Frazione Strepito)
17° Pagano Antonio (della Frazione Dragonetti)
18° Possidente Vito (della Frazione Possidente)
19° Romaniello Raffaele (della Frazione [……])
20° Sabia Francesco (della Frazione S. Angelo)
21° Sabia Salvatore Berardino (della Frazione Paoladoce)
22° Salvatore Vito
23° Santoro Santolo
24° Serafino Sebastiano (della frazione Vaccaro)
25° Summa Giovanni (della frazione Meccadinardo)
26° Zaccagnino Vito

Presenzia il dott. Patrellli Bonaventura in rappresentanza della Prefettura giusta citato decreto prefettizio.
Assiste il Segretario Capo del Comune sig. Ielpo Pietro.
Indi il Sindaco fa la [……] del movimento dissidente che ha portato alla odierna discussione. Ricorda che in una riunione del Consiglio Comunale, tenuta nel decorso anno, si manifestò una specie di diffidenza tra i consiglieri della campagna e quelli del centro [……] a causa della mancata creazione d’uffici nella zona richiesta da quelli, mancanza che essi ritenevano dovuta alla opposizione dei consiglieri del centro, ma che in effetti era dovuta alla necessaria ponderazione ed al necessario esame da tenersi presenti in questioni della più alta importanza.
Questo stato d’animo creatosi tra i Consiglieri cittadini ed i Consiglieri rurali fu [……] dagli elementi battuti nelle elezioni amministrative.
La Giunta Municipale intanto spiegando la massima attività a favore delle zone rurali, chiedendo ed ottenendo la creazione di nuove scuole, migliorando i vari servizi, e la viabilità, interessandosi dei problemi agricoli che tanto appassionavano gli abitanti delle zone rurali è riuscita a creare una maggiore comprensione da parte dei Consiglieri rurali, i quali hanno potuto constatare che l’amministrazione non che ostacolare i loro desideri, veniva incontro ed anzi preveniva le loro aspirazioni. Se non che elementi non responsabili, parte con timore, parte con inganno, erano riusciti a raccogliere numerose firme in calce ad una istanza diretta ad ottenere il distacco di vari frazioni dal Comune e la creazione di un Comune autonomo, con centro nella Frazione Filiano. L’amministrazione, che aveva constatato la maggiore comprensione dei Consiglieri della zona rurale, in seguito alla sua attività non aveva dato tanto peso e della istanza, ritenendola non rispondente al desiderio della popolazione dato che, esso era in contrasto con il parere dei Consiglieri delle varie zone i quali, eletti con libero suffragio, erano i vari rappresentanti di quelle popolazioni.
E questa opinione è stata, recentemente avvalorata dall’Amministrazione venuta conoscenza del modo come erano state apposte le firme alla domanda di separazione.
Per questo motivo l’amministrazione diramò, a mezzo di cartoline, l’invito ai firmatari a presentarsi a questo Comune per il giorno 23 corrente, giorno della prima adunanza consiliare, per far constatare direttamente al delegato della Prefettura venuto a presenziare all’adunanza consiliare il vero stato delle cose. Ma il Comitato separatista di Filiano, che era giunto finanche ad interessarsi, con telegramma perché non venisse riattivata la strada del Carmine, che abbrevi la distanza tra questo capoluogo e le frazioni, temendo che i vari sottoscrittori avessero potuto rendere palese l’inganno manifestando che la loro intenzione nell’apporre firma non era per chiedere un distacco dal Comune cui per lunga tradizione si rendano legali, ma per opporsi alla creazione di un Comune autonomo nella frazione Lagopesole, d’Uffici nelle diverse zone, come si era fatto loro intendere, ha proceduto illegalmente al sequestro delle cartoline, al blocco delle strade, per impedire ai contadini d’ottemperare alla richiesta dell’Amministrazione  allo spargimento ed il lancio di grida sediziose. Ma ciò non ostante diciannove individui indicati quali firmatari, si presentavano e dichiaravano, verbalmente presente il rappresentante della Prefettura Dott. Patrelli, parte che non avevano firmato affatto, e parte che avevano inteso non separarsi dal Comune, ma opporsi semplicemente alla creazione di un Comune distinto nella Frazione Lagopesole.
Questo fatto viene a dimostrare quale che sia la vera portata delle firme e che la maggior parte dei sottoscrittori non sia il vero motivo per cui delle firme furono apposte.
Motivo per cui è opportuno che venga svolta una accurata indagine per conoscere se il desiderio di tutti i firmatari è veramente quello delle istanze sottoscritte.
Propone quindi che il Consiglio prenda in esame un ordine del giorno preparato da lui in collaborazione degli assessori Avv. Bochicchio, Avv. Santarsiero.
A questo punto chiedono la parola i consiglieri: Luongo, Mancusi Andrea, Summa, Serafino e avv. Bochicchio i quali uno dopo l’altro fanno le seguenti dichiarazioni:
Il Cons. Luongo: trova l’origine dell’attuale movimento di disgregazione nella prima seduta del Consiglio Comunale, nella quale sembrò che i Consiglieri del centro non volessero mantenere le promesse fatte durante il periodo delle elezioni ma fu originata la sottoscrizione per la costituzione di vari frazioni in Comune autonomo, alla quale egli non ha aderito perché tale richiesta non è mossa di popolo, ma da una frazione di pochi, capitanata da un maestrucolo, che con la separazione persegue fini personalistici di dominio.
Se la sottoscrizione fosse voluta dal popolo dovrebbe accogliersi: perciò è indispensabile che si facciano delle indagini se veramente i vari sottoscrittoi hanno voluto, coscientemente, tale separazione.
Il Cons. Mancusi dice di aver incontrati Aviglianesi residenti in frazioni di Comuni vicinori, i quali desiderano di essere aggregati ad Avigliano tanto è vivo l’attaccamento alla terra originaria; non più quindi supporre che altri Aviglianesi se ne vogliono distaccare.
Il fatto dipende da alcuni gruppetti che vogliono fare da ras. Da costoro è partito il telegramma al Ministero perché non fosse riattivata l’antica strada nazionale del Carmine, che, abbrevia di ben dodici chilometri il percorso di strada rotabile tra il centro abitato e le frazioni rurali.
Il cons. Summa sostiene che la richiesta della separazione dipende dalla volontà popolare e che quindi debba essere parere favorevole, anche sfavorevole purché la pratica si muova.
Il Cons. Serafino parla al uniformemente al Cons. Summa.
Il cons. Avv. Santarsiero chiarisce che nella prima seduta consiliare i consiglieri del centro non furono contrari al decentramento amministrativo, ma fecero presente che si dovevano vagliare le condizioni e i modi, non potendosi senza il dovuto esame decidere sommariamente di cose di molta importanza. Nella seduta indetta fu stabilito con apposito ordine del giorno, regolarmente approvato, di venire incontro ai bisogni dei contadini secondo la disponibilità di bilancio. Quindi non deve trattarsi di separatismo e distacco di Frazioni dal Comune, ma di semplice decentramento amministrativo, essendo il vero sentimento tradizionale del popolo Aviglianese, sentimento di unione e non di separazione.
Il Cons. Avv. Bochicchio dice di voler illustrare l’ordine del giorno, prima di darne lettura, e di voler far rilevare innanzi tutto che il modo della convocazione del Consiglio, in seguito a decreto prefettizio non è democratico e quindi egli protesta, perché la popolazione trova appoggio nei propri rappresentanti i quali sanno tutelarne con imparzialità i reali bisogni, e non occorrono quindi interventi diversi. Parla della situazione topografica del Comune, rassomigliante ad una triangolo con il capoluogo in uno dei vertici, della vastità del territorio distinto in due zone che si diversificano notevolmente, una, che comprende il capoluogo, a tipo prevalentemente artigiano, e l’altra a tipo prevalentemente agricolo e che la montagna del Carmine situata tra le due zone anziché dividere, unisce perché sulla vetta del monte, dove convengono da tutte le parti i cittadini Aviglianesi è situato il Santuario della Madonna del Carmine, Patrona del Comune. Le distanze non hanno dato motivo a movimenti separatistici e benché durante il periodo fascista gli interessi fossero stati completamente abbandonati, nemmeno allora si è sentito il bisogno di epurazione ed è tanto viva la tradizione aviglianese che le frazioni di S. Giorgio, Cappelluzza ed altre aggregate al Comune di Pietragalla, in periodo fascista, desideravano ritornare a far parte del comune originario.
Anche durante il periodo delle elezione si è dimostrata la compattezza della popolazione perché vi sono state solamente due liste e le elezioni si sono svolte nella più perfetta regolarità, senza il minimo incidente con il vero trionfo della democrazia.
Solamente nel decorso anno in seguito ad una riunione consiliare si manifestò un senso di disagio tra la zona campestre e quella urbana a causa della mancata creazione di Uffici nella prima. Ma l’amministrazione Comunale riparando alla incuria del passato ventennio, viene incontro ai bisogni dei frazionisti, attuando un programma di decentramento, con istituzione di uffici e servizi nelle frazioni di Filiano e Lagopesole, dimostrando di curare equamente gli interessi di tutti.
Intanto nello scorso anno, nel periodo del disagio [……] fu indetto un referendum fra le frazioni rurali allo scopo di esaminare il miglior modo di ottenere i vari uffici ed i vari servizi desiderati.
Se non che alcuni elementi della borgata di Filiano, supponendo che si volesse creare un comune con centro in Lagopesole si affrettarono ad avanzare istanza per la erezione in Comune autonomo della Frazione Filiano ed altre, raccogliendo firme con pressioni e più con l’inganno, facendo credere agli ignari sottoscrittori che si intendeva opporsi alla creazione di un Comune con centro in Lagopesole sfruttando il campanilismo esistente fra le due frazioni di Filiano e Lagopesole.
Anzi vi è di più. Vi è gente che dice di non aver firmato, mentre figura fra i sottoscrittori.
Per accertare questo e farlo constatare all’inviato della Prefettura Dott. Patrelli, l’Amministrazione Comunale, aveva invitato, con cartoline, numerosi sottoscrittori a presentarsi il giorno 23 corrente nella Casa Comunale, ma il Comitato separatisti di Filiano si preoccupò che questa gente non fosse venuta a contatto con l’Autorità e si diede da fare a ritirare le cartoline ed invitare gli invitati a non presentarsi, anzi istituì dei posti di blocco alle strade per vietare addirittura l’accesso al Comune. Questo modo di procedere è la prova che non è la popolazione a voler la separazione dal Comune di Avigliano, ma sono soltanto i componenti del comitato di Filiano con pochi altri aderenti – e questo tentativo è fatto più a scopo politico che ad altro. Necessita quindi provvedere ad una minuta indagine se le firme alla domanda diretta ad ottenere la creazione d’un Comune autonomo nella Frazione di Filiano siano state apposte con cognizione di causa o se i sottoscrittori non abbiano compreso il vero motivo o si sia fatto intendere ad essi tutt’altra cosa.
Ma si possono distaccare le frazioni indicate nella istanza dal tenimento di Avigliano?
Vi è il bosco del Principe Doria sul quale l’intero Comune di Avigliano ha diritto di uso civico a tale bosco con la separazione verrebbe distaccato interamente dal comune di Avigliano. Vi è il cimitero che serve non solo alle frazioni che hanno chiesto il distacco, ma anche alle altre che non sono dissidenti. Ne potrebbero quindi derivare ai disordini che è opportuno evitare.
Ma è proprio urgente la decisione di tale importante problema?
Siccome l’Assemblea costituente si è dimostrata favorevole alla creazione dell’Ente Regione ed a questo è demandata la decisione per la creazione di nuovi Comuni, ritiene opportuno rinviare la decisione, dopo una sincera indagine sul reale valore della popolazione all’Assemblea Regionale che potrà esaminarla in senso più sereno e rispondente agli interessi locali.
Legge quindi l’ordine del giorno che il seguente:
“il Consiglio sentita la relazione del Sindaco:
esprime vibrata protesta per il provvedimento d’imperio preso dal prefetto, che con decreto antidemocratico ne ha disposto la [……], rivendica l’azione altamente democratica e di sana amministrazione finora svolta dall’Amministrazione Comunale.
Esaminando l’argomento all’ordine del giorno:
considerato che l’estensione del territorio del Comune, la entità demografica delle Frazioni, la differenziazione economica esistente tra queste ed il centro comunale per essere le prime a base quasi esclusivamente rurale e facenti parte del fondo Doria di Lagopesole, ed il centro a base prevalentemente artigiana hanno determinato nel triste periodo di disamministrazione fascista condizioni a disgregatrici della unità del Comune.
Che tale fattore negativo non ha [……] la volontà, l’unità della popolazione,tanto che nessuno dei presenti organizzatori a fatto proprio il programma separatista in occasione delle elezioni amministrative, ed alcune borgate (S Giorgio, Cappelluzza, [……]) che in periodo fascista furono distaccate dal comune di Avigliano ed aggregate a quello di Pietragalla, desiderano tornare a far parte del comune originario.
Considerato che questa amministrazione comunale, interpretando l’unanime desiderio dei frazionisti e riparando all’incuria del passato ventennio, sta attuando un programma di decentramento amministrativo con l’istituzione di uffici e servizi comunali nelle frazioni di Filiano e Lagopesole, e dimostra di curare equamente gli interessi del centro e delle frazioni;
che gli abitanti delle frazioni non desiderano l’autonomia, in quando questa si risolverebbe in un aggravio delle imposte; che la istanza in esame non parte da voto spontaneo della popolazione interessata, perché risulta che il consenso dei sottoscrittori è stato carpito, e sono state esercitate pressioni;
che il separatismo è un fatto limitato ad alcuni elementi della sola borgata di Filiano e non pure di quelle circostanti, ed il comitato promotore è formato da elementi non rappresentativi né responsabili;
che la separazione di una ristretta zona del territorio comunale quale quella abitata da coloro che figurano nella istanza di separazione, si presenta oltremodo complessa essendovi interessi comuni derivanti da diritti civici sul borgo Doria e dal fatto che molti servizi comunali (tra cui il cimitero ubicato in vicinanza di Filiano) sono usufruiti anche da frazionisti non dissidenti;
 che da indagini espletate è emerso che il comitato separatista di Filiano ha indotto i contadini a firmare l’istanza carpendo la loro buona fede, prospettando una questione di antagonismo tra Filiano Lagopesole quali possibili centri del futuro comune;
che i firmatari della detta istanza intendevano dire solo di opporsi solo alla creazione di un comune con centro a Lagopesole;
ritenuto che questa amministrazione allo scopo di far luce su tali fatti provvedeva con inviti individuali a convocare una parte dei firmatari per il giorno 23 c.m. sul Comune;
constatato che dai rapporti del vigile rurale si evince che i componenti del Comitato separatisti, con azioni [……] arbitrarie ed illegali, hanno impedito l’afflusso al capoluogo degli invitati, sequestrando le cartoline invito, bloccando le strade di accesso e [……] notizie allarmanti e tendenziose, sentiti diciannove invitati, sfuggito all’azione sabotativi:i quali hanno dichiarati in presenza del Cons. di Prefettura Dott. B. Patrelli, che non intendevano separarsi da Avigliano e che la firma fu [……] con inganno o con imposizione o per malinteso (per essere stato loro detto di firmare per opporsi alla scissione) di separazione;
constatato che dalle dichiarazioni fatte concordemente risulta esserci stato inganno nel carpire la firma e che non si intendeva da loro conto a distacco dal comune originario; sicuro di interpretare e rappresentare gli interessi del Comune
Delibera
di astenersi, per le suddette ragioni, dall’esprimere qualsiasi parere nel merito fino a quando non avrà fatto luce con indagini dirette sulla attività del comitato separatista e sulla effettiva, reale volontà dei contadini firmatari perché l’esame della questione potrà essere rinviato all’Assemblea Regionale prevista deal progetto di costituzione, che potrà esaminarla in senso più sereno e rispondente agli intessi locali.
Il Consigliere di Prefettura Dott. Patrelli fa osservare che la domanda per la istituzione di un Comune autonomo in Filiano era stata inviata dalla Prefettura all’Amministrazione Comunale fin dal 1946, perché fosse espresso il parere del Consiglio Comunale, ma avendola la Giunta Municipale messa da parte, fu necessario l’invio di un funzionario per l’accertamento delle condizioni previste dall’art. 33 della legge comunale e provinciale.
Nel frattempo intervenne invito di sospensione della pratica da parte del Ministero ed che la Prefettura ottemperò. Ma, avendo il Ministero autorizzato l’ulteriore svolgimento della istruttoria la Prefettura invitò il Sindaco a convocare il Consiglio entro 15 Giorni per esprimere il prescritto parere. A tale invito il Sindaco rispose chiedendo l’abbinamento di tale pratica con quella per l’aggregazione ad Avigliano della frazione S. Cataldo, del comune di Bella. Fu dato corso anche a tale richiesta, ma l’esponente, [……] nel comune di Bella, ebbe a constatare che la istanza relativa era smarrita. Fu provveduto quindi alla emissione del Decreto Prefettizio di convocazione della Consiglio Comunale, non potendosi più oltre ritardare lo svolgimento della pratica per la erezione di un comune autonomo in Filiano. Essa deve svolgersi secondo la legge Comunale e provinciale del 1934, fino a quando non intervenga un’altra legge che la modifichi e ciò per rispondere alle convocazioni dell’Avv. Bochicchio. Il Sindaco osserva cha la pratica per l’aggregazione di S. Cataldo [……] dal 1928 e  soltanto per questa di Filiano si fa tanta premura e non si chiede nemmeno il tempo per fare gli accertamenti, che non potevano essere fatti subito data la scarsità di personale per giunta impegnato per la compilazione dei ruoli delle imposte, delle liste elettorali, preparazione del bilancio, ed altri adempimenti di carattere indilazionabile.
Segue un’animata discussione a cui prendono parte, il Sindaco, il Dott. Patrelli, l’avv. Bochicchio e l’avv. Santarsiero, cessata la quale, il Sindaco mette ai voti per appello nominale l’ordine del giorno di cui è stata data lettura, non spiega chi i voti pel sì intende approvarlo chi vota pel no intende respingerlo.
 Rosa Vito – Mancusi Andrea – Avv. Bochicchio – Claps Vincenzo – Colangelo Domenicoantonio – De Bartolomeo – Avv. Genovese – Lorusso Donato - Lorusso Vito – Lucia Vito Donato – Mancusi Domenico – Mecca Vito – Pagano Antonio – Possidente Vito – Romaniello Raffaele – Sabia Francesco  - Sabia Salvatore - Salvatore Vito - Santoro Santalo – Zaccagnino Vito. Totale pel si n° 23.   
Hanno Votato pel no i Consiglieri Serafino e Summa.
Totale voti pel no n. 2
Si è astenuto il Consigliere Luongo Vito.
Il Sindaco Comunica il risultato della votazione all’Assemblea spiegando che è stata rimandata la decisione del consiglio in conformità all’ordine del giorno approvato.
Dal che il presente verbale

Il Sindaco presidente
Colangelo Boemondo

Il membro anziano
Mecca Vito

Il segretario
Ielpo Pietro