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Nacque nel 1776 da Nicola Maria Corbo e Chiara Gagliardi.
Di antica famiglia nobile, Giulio Corbo fu uno degli uomini più importanti della sua terra nel corso della prima metà del XIX sec. Nel 1799, egli fu tra i principali promotori della Repubblica Partenopea ad Avigliano, cosicché dovette riparare all’estero, in Francia, per sfuggire alla repressione borbonica.
Soggiornò poi in Toscana, dove seguì le lezioni di agraria del Professore Ottaviano Targioni-Tozzetti, che lo iniziarono alle moderne teorie e pratiche di gestione dei fondi agricoli.
Alla morte del padre, Giulio tornò ad Avigliano per prendere la direzione del vasto latifondo di famiglia. Iniziò così un cinquantennio di attività di attività agricola con sistemi e tecniche di avanguardia, che portarono le sue tenute a diventare tra le più ricche e celebrate del Regno di Napoli.
Nel periodo francese, Giulio Corbo ricoprì il prestigioso incarico istituzionale di Presidente del Consiglio Provinciale di Basilicata, nonché di grande elettore al Parlamento del Regno. Gli fu inoltre affidato l’incarico di coordinatore generale per la redazione della Relazione Statistica per le terre di Basilicata, voluta da Gioacchino Murat nel 1811, che contiene importantissime indicazioni sull’economia e la società del tempo.
Pur rimanendo in buona posizione sociale nei decenni della Restaurazione, Giulio Corbo aderì prima alla Massoneria e quindi alla Carboneria, dedicandosi però maggiormente alla conduzione del proprio latifondo. Al centro di esso edificò la masseria dell'Iscalunga, un vero e proprio palazzo circondato dalle più varie colture.
Carattere perseverante, oltre che "uno dei migliori e più preparati uomini della nostra provincia", impegnò tutte le proprie forze per un’intero cinquantennio nell'opera di sviluppo economico della sua azienda e dell’intera regione.
Fu "autore di memorie e di studi economici riguardante la Basilicata. Socio corrispondente del Reale Istituto d'Incoraggiamento di Napoli, dell’Accademia Cosentina e di diverse Società Economiche del Regno; fu socio ordinario della Società di Agricoltura della Basilicata, sin dalla sua fondazione e Presidente della Società Economica" della regione.
Il suo impegno in economia agraria fu intenso, e notevole dovette essere la sua preparazione scientifica, se la Società Economica di Basilicata scelse proprio Giulio Corbo per farsi rappresentare al Congresso degli Scienziati tenutosi a Napoli, ne11846.
Immerso in queste attività di studio, di ricerca e di direzione economica, in quello stesso anno, ospitò nella masseria di Iscalunga Ferdinando II.
L’aver ospitato il re nella sua tenuta, spesso ha fatto gridare allo scandalo, anche perché a ciò seguì, negli ultimi anni che precedettero l'unità d'Italia, un atteggiamento chiaramente anti-unitario, di Giulio e di tutta la famiglia Corbo.
Ma, a guardare le cose con realismo storico, quell'atteggiamento era del tutto naturale. I Corbo avevano assunto sempre una posizione non eversiva, solo moderatamente riformatrice: per tutto il Settecento, durante la Rivoluzione napoletana, nel decennio murattiano, sino ai Mòti del 1821.