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Modi di dire e proverbi

I proverbi sono delle piccole perle di saggezza che i nostri "antichi" hanno coniato dopo che la vita era stata loro maestra e sta' a noi non perdere questa conoscenza.

I proverbi sono saggezza antica, preziosa eredità, cultura di un popolo.
Tramandano abitudini, insegnamenti, regole di vita, raccontano paure, ossessioni, timori.
Esprimono rassegnazione, prendono di mira le umane debolezze, accompagnano le stagioni e la fatica, rappresentano consigli.
Ironici, canzonatori, erotici, piccanti, beffardi, irriverenti.
Guardare ai proverbi aviglianesi, e capire, se idee e princìpi che li hanno ispirati, oggi sono ancora validi.

Ve ne proponiamo alcuni.
(L'elenco sarà in continuo aggiornamento. Vienici a trovare spesso)

LEGENDA

[ in corsivo/grassetto l’espressione in dialetto - (tra parentesi) il significato - in grassetto la traduzione letterale ]

Acin a’ acin s'fac la mac’na

(Alla meta si giunge poco a poco)

Acino dopo acino si mette insieme la macina

A lu buone lu scazza lu truone, a lu triste l’aiuta Criste

(La fortuna aiuta i disonesti e volta le spalle agli onesti)

Il buono lo schiaccia il tuono, il cattivo l’aiuta Cristo

C’rcà la salut nd' a’ lu sptal

(Ogni cosa ha un suo posto)

Cercare la salute in ospedale

Chi fac’ ben’ voless accis’

(A volte far del bene non conviene)

Chi fa del bene vuole essere ammazzato

Chi volè magnià ru pane ri stu cummende, add’ auzà la cora ri la scummenda

(Chi vuol mangiare deve lavorare duramente, facendo a volte anche i lavori più umili)

Chi vuole mangiare il pane di questo convento, deve alzare la coda della giumenta

L'erva ca nun vuoi t nasc’ nd’a l'uort

(Non sempre ci viene ciò che si desidera)

L'erba che non vuoi ti cresce nell'orto

L uai r’ la pignata r’ sap’ la cucchiar

(Gli accidenti di una famiglia sono noti solo ai suoi componenti)

I guai del tegame li conosce il mestolo

Lu cuan mozz’ca semb a' lu strazzat

(La disgrazia si accanisce su chi è già in affanno)

Il cane morde sempre il poveraccio

Lu mier'ch pietus fac' la chiaha verminosa

(Per fare alcune cose non bisogna aver alcun timore)

Il medico pietoso fa la piaga verminosa

Meglij 'nu marit brutt' ca mica 'ndutt

(Chi si accontenta gode)

Meglio un marito brutto che niente

Nu genitor’ manden’ ciend’ figl’ e ciend’ figl’ nun manden-n nu genitor’

(I genitori si fanno in quattro per i propri figli mentre i figli tendono a trascurare e disinteressarsi dei propri genitori)

Un genitore mantiene (sostiene) cento figli e cento figli non mantengono (sostengono) un genitore

P’ guardà la carn r’ gli'aut, la toia s' la magn'n i cani

Chi s'impiccia dei fatti altrui perde di vista i fatti propri

Per guardare la carne degli altri la tua se la mangiano i cani

Quann’ lu cul mena viend, lu mierch stai a’ l’abbiend

(Fare "aria" è sintomo di buona salute)

Quando il sedere fa vento, il medico sta senza far niente

Quann lu mierc sturia, lu mualat mor

(A volte bisogna essere tempestivi nelle scelte da prendere)

Quando il medico studia, il malato muore

Quann' lu riavl t'accarezza, l'anima t’adda fott’

(Diffidate degli adulatori)

Quando il diavolo ti accarezza, vuole l'anima

Sant Pietr, ropp’ arrubbuat, si fez r port’ r’ fierr

(Le cautele hanno senso solo se messe in atto per tempo)

San Pietro, dopo il furto subito, le porte di ferro

Si vuoi vai, si nun vuoi, manna

(Ciò che si vuole occorre garantirselo personalmente)

Se vuoi vai, se non vuoi manda

Sold fann sold a prucchi fann prucchi

(Chi più possiede più si arricchisce mentre chi è povero tale rimane)

Soldi generano soldi e pidocchi generano pidocchi

Vai p’ avè e riest a dà

Vai per avere e resti che devi dare