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Cronologia del Brigantaggio

Indice articolo

  1. I luoghi del Brigantaggio
  2. Cronologia del Brigantaggio
  3. Ponte Cerasale
  4. Iscalunga

CRONOLOGIA DEL BRIGANTAGGIO POST-UNITARIO NELLE TERRE DI BASILICATA

5 Maggio 1860 : Inizia la “Spedizione dei Mille”. L’11 Maggio Garibaldi sbarca a Marsala; il 15, eroica vittoria di Calatafimi; Palermo e la Sicilia insorgono; il19 Agosto i garibaldini sbarcano in Calabria; in Basilicata numerosi paesi sono insorti agli inizi di Agosto, i patrioti organizzano colonne di volontari per combattere contro i Borboni; Avigliano è uno dei centri rivoluzionari più importanti del Vulture-Melfese; il giorno 18 Agosto 1860 Potenza è già in mano ai rivoltosi. Alcune colonne lucane si spostano in Puglia per appoggiare i patrioti contro l’esercito borbonico e per diffondere la rivoluzione.

Settembre 1860-Primavera 1861 : un sempre più diffuso sentimento di delusione si diffonde tra il popolo, che sperava in azioni più concrete da parte del Governo Prodittatoriale, con la distribuzione delle terre demaniali.

1861-1865 : guerra dei Briganti contro l’esercito sabaudo (140.000 uomini impiegati sul campo, con un numero di morti più alto di quello avutosi con la spedizione dei Mille e la conquista del Regno di Napoli.
Gennaio 1861 : i comitati filoborbonici del Vulture contattano i capibanda Crocco e Mastronardi per assoldare uomini contro i Sabaudi e il Governo Prodittatoriale Lucano; al “Generale” Crocco si uniranno diverse bande, tra cui quelle di Giuseppe Caruso da Lagopesole e di Giuseppe Nicola Summa, detto Ninco Nanco, da Avigliano.
Aprile 1861 : i briganti di Crocco si riuniscono a Iscalunga (comune di Filiano) dando inizio alla “grande reazione del Melfese”; assedio e conquista di Ripacandida, Venosa, Lavello e Melfi; assedio di Barile e Rionero in Vulture; il 25 Aprile prima battaglia contro la cavalleria della Guardia Nazionale nei boschi di Monticchio e di Lagopesole.
Inizio estate 1861 : José Louis Borges detto il “Cabecilla” si unisce alle bande di Crocco per perorare la causa borbonica; Borges ha sobillato delle rivolte nel sud della Basilicata; giunto nella foresta di Grancìa (Brindisi Montagna), grazie all’aiuto del brigante Serravalle, ha preso contatto con Crocco nel bosco di Lagopesole.

Agosto 1861 : la colonna dei briganti di Crocco si riunisce alla Grancìa con la banda di Serravalle; inizio della scorreria lungo la Val Basento: assedio e saccheggio di Trivigno; parte dei briganti, guidati da Borjes, si dirigono poi verso Castelmezzano, dove sono accolti dai notabili filoborbonici del paese; Crocco muove verso la foresta di Gallipoli-Cognato; di qui saccheggia Calciano, con l’aiuto di briganti locali che già avevano ucciso numerosi cittadini; la banda muove quindi verso Garaguso e Salandra. Il 6 Novembre, in uno scontro con la Guardia Nazionale viene ucciso il capo brigante Paolo Serravalle. Siamo a Craco; pochi giorni dopo, nei pressi di Aliano, i briganti ottengono una vittoria contro l’esercito e la Guardia Nazionale. Ricevuti rinforzi a Stigliano, Crocco punta prima su Cirigliano, poi dal bosco di Pietrapertosa muove verso Grassano, dove ingaggia una nuova battaglia. L’esercito dei briganti conta fino a 700 uomini. Da Grassano, Crocco si dirige verso San Chirico Nuovo, e di qui inizia a ripiegare verso i suoi territori di Lagopesole e del Vulture.

Autunno 1861 : le bande di Crocco ripiegano verso il Vulture: battaglia di Vaglio di Basilicata (16 Novembre) e battaglia di Pietragalla (18 Novembre), dove la popolazione asserragliata nel Palazzo Ducale riesce a sconfiggere e respingere gli assalitori provocando gravissime perdite; per la gloriosa resistenza contro i briganti, il Comune di Pietragalla ebbe in dono una bandiera del Regno d’Italia che ancora oggi custodisce nella sede del Consiglio Comunale. I briganti attaccano poi Avigliano, Bella, Balvano, Ricigliano e Pescopagano, dove si abbandonano ad un selvaggio saccheggio.

Dicembre 1861 : staccatosi in malo modo dai briganti, Borjes cerca di riparare nello Stato del Vaticano, ma il giorno 8 viene catturato e fucilato dai bersaglieri del Maresciallo Franchini.

16 Dicembre 1862 : Con grande ritardo, la Camera dei Deputati nomina una Commissione d’Inchiesta speciale sul fenomeno del Brigantaggio nelle province meridionali. Dopo alcuni mesi, nel Maggio del 1863 la Commissione chiude i lavori, ed una “Relazione sul brigantaggio” viene letta alla Camera dall’On. Giuseppe Massari. La relazione evidenzia numerose ragioni economiche e sociali del fenomeno del brigantaggio, tacendo però delle responsabilità del nuovo Governo e imputando le colpe della diffusione del brigantaggio all’attivismo dei filoborbonici e di Roma. Si chiede una legge speciale di carattere repressivo, raccomandando anche dei provvedimenti economico-sociali per migliorare le condizioni delle popolazioni.

15 Agosto 1863 : la legge Pica viene varata in risposta alle conclusioni della Relazione d’inchiesta sul Brigantaggio; si pone lo stato d’assedio del Mezzogiorno, con fucilazione sul posto di chiunque faccia parte o appoggi le bande dei briganti; nessun provvedimento economico-sociale pur raccomandato dalla Relazione viene adottato dal Governo di Torino. Nuovi reparti dell’esercito regolare sono inviati nel Sud Italia, e anche in Basilicata. Migliaia i morti, specialmente tra la popolazione contadina.

13 Marzo 1864 : fucilazione del capobanda aviglianese Ninco Nanco nei pressi di Frusci; il corpo del brigante sarà esposto alla pubblica vendetta appeso all’Arco della Piazza di Avigliano; in Maggio sono uccisi altri capi briganti, tra cui Malacarne di Melfi.

Luglio 1864 : tradimento di Giuseppe Caruso e scontro dell’esercito con la banda di Crocco sul fiume Ofanto; Crocco riesce a fuggire con pochissimi compagni e ripara nello Stato Pontificio; qui finisce la sua avventura di capo brigante: arrestato, viene rinchiuso nelle prigioni pontificie. Morirà in carcere nel 1905, dopo la pubblicazione delle sue memorie.

Febbraio-Ottobre 1865 : le altre bande operanti sul territorio vengono distrutte o si arrendono: finisce la grande stagione del Brigantaggio, anni di disperazione e di sangue, in cui un pugno di fuorilegge, delinquenti comuni o poveri contadini costretti alla macchia dai soprusi e dalla miseria, hanno rappresentato per i più poveri, cioè per la stragrande maggioranza dei contadini e dei diseredati lucani, una forza popolare di lotta contro i padroni e l’ingiustizia, per la terra e il riscatto.