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Masseria Iscalunga

Masseria Iscalunga

Palazzo Corbo (anni '60)

Il quinto volume degli "Atti della Reale Accademia delle Scienze, sezione della Società Reale Borbonica", pubblicato a Napoli nel 1843, riporta un'interessante descrizione di Iscalunga e del podere che la circondava.

Si tratta del rapporto di una "peregrinazione" dei soci ordinari dell'Accademia, i Signori M. Tenore e G. Gussone, datato 14 Luglio 1840.

Sfogliando il quinto volume degli Atti della Reale Accademia delle Scienze della Società Reale Borbonica, pubblicato a Napoli nel 1843, mi sono imbattuto in una interessante descrizione di Iscalunga e del podere che la circondava. Si tratta del rapporto di una "peregrinazione" dei soci ordinari dell'Accademia, i Signori M. Tenore e G. Gussone, datato 14 Luglio 1840.
Tanti sono gli spunti di riflessione e di insegnamento che ci dà questa lettura. Non va trascurata la punta di orgoglio che ci infonde tale documento, quali abitanti di questa piccola frazione [...]

Iscalunga, terreni vulcanici ed argillosi nella valle di Agromonte

«Il primo tratto di strada che ne traversa la valle di Atella, perchè da noi già battuto nel primo viaggio a Rionero non poteva intrattenerci altrimenti; procedevamo quindi a percorrerne la contigua valle di Agromonte che ne menava alla contrada d'Iscalunga, dove avevamo fermato intrattenerci.Il cammino poco discostasi dal letto del torrente, lunghesso il quale confusamente frammiste ed ammucchiate vi si scorgono le vulcaniche sostanze che vi si propagano dalla regione vultorina, e le calcari che si riferiscono agli Appennini che ne contornano l'intera vallata. I bassi colli e tutto il terreno coltivabile è in gran parte argilloso, donde quel tratto di paese prende il nome: dapoichè ischie diconsi generalmente nel nostro regno tutt'i luoghi che ne presentano analoghe geoponiche condizioni.»

Avvicinandosi da Rionero, gli esploratori attraversano la Valle di Vitalba, e osservano e descrivono la conformazione del territorio, seguendo la Fiumara di Atella, riscontrando depositi di natura vulcanica e terreni argillosi.

Il Palazzo Corbo, esempio modello di grandezza e modernità

«L'oggetto della breve dimora prefissaci in Iscalunga, ne formavano le vaste tenute che vi possiede la casa Corbo di Avigliano, a centro delle quali ergesi vistoso edifizio fattovi costruire di recente, emulo in magnificenza ai più rinomati castelli del medio evo. Se non che, laddove quelli antichi fabbricati ricinti miravansi di parchi e di giardini, ad unico sfoggio di fasto e di grandezza, quello d'Iscalunga trovasi circondato di utili industrie, che compagno lo rendono delle moderne più importanti rurali istituzioni.»

Questa è una delle descrizioni più rare del Palazzo Corbo, una dimora modello, esempio di grandezza e modernità... è infatti stupendo il paragone con i castelli medievali.

Le coltivazioni nella zona di Iscalunga

«Col favore della dolcezza del clima e della moderata temperie che vi regna nell'inverno, stante la felice meridionale esposizione, e gli alti monti che li difendono dal borea, non vi è genere di grande coltura che que'solerti ed intelligenti padroni non abbiano in quei campi introdotti. Ivi ogni specie di cereali, di civaje, di erbe tigliose, di prati sativi, con benintesi avvicendamenti prosperi ed ubertosi ricolti provvedono. Ivi estese piantagioni di gelsi, e di alberi di alto fusto per alimentarne le più proficue industrie.»

Terreno fertile, adatto ad ogni tipo di coltivazione, i gelsi, che ormai sono rimasti soltanto sulla ex S.S. 93, e gli alberi di alto fusto che ritroviamo in parte nel bosco della Pennara.

Le migliori razze di buoi e cavalli di grande pregio

«Ivi numerose gregge vengono a stanziare nell'invernale stagione, a sussidiarne le colture medesime dalle quali traggono nutrimento. Primeggiano tra queste le mandrie bovine che sono riputate della più bella specie di tutto il regno; vengono dappresso le razze di cavalli di pregio non ordinario, e così ne conseguitano quelle de' più minuti bestiami."Questo è un dettaglio che non conoscevo: dalle nostre parti si sostiene vi fossero le migliori razze di buoi di tutto il Regno delle Due Sicilie... beh dobbiamo ammettere quindi che la Sagra del Vitello di Inforchia non è per nulla fuori luogo, anzi, si celebra l'eredità di un nobile e prospero passato. Onore anche ai Cavalli, che ritroviamo ancora oggi negli allevamenti e soprattutto nelle strutture agrituristiche della zona.»

Questo è un dettaglio poco conosciuto: dalle nostre parti si sostiene vi fossero le migliori razze di buoi di tutto il Regno delle Due Sicilie.

Quindi che la "Sagra del Vitello" di Inforchia non è per nulla fuori luogo, anzi, si celebra l'eredità di un nobile e prospero passato. Onore anche ai Cavalli, che ritroviamo ancora oggi negli allevamenti e soprattutto nelle strutture agrituristiche della zona.

Il rapporto tra i Corbo e i coloni

"Al prospero andamento di quel vero potere modello, tutte le loro cure ne prodigano l'erudito e generoso Nicola, ed il suo amato zio Giulio, di specchiati costumi e di nobile cortesia entrambi modelli onorevolissimi, che al benessere intendono delle numerose famiglie di coloni e mandriani, de' quali sono più che i signori gli amici, e ricambiati ne vengono della più affettuosa devozione."

Si racconta in effetti che i Signori Corbo, fossero dei veri gentiluomini, onesti e amici dei propri lavoratori. Credo di averlo letto in un libro di Don. Antonino Pace, ed inoltre ne parlava sempre la buonanima di mio Zio Donato.

Le misurazioni barometriche

"Nulla omettendo di ciò che poteva interessarci nella breve dimora fatta ad Iscalunga, non mancammo di ripetervi bcnanco le nostre barometriche osservazioni, por le quali raccogliamo non più elevarsi che di piedi 1575."

Prima di andare via, misurano l'altitudine sul livello del mare di 480m.

Fonte: Iscalunga, il Palazzo Corbo e il Regno delle Due Sicilie, di Rocco Lucia