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Interno della sorgente in fraz. Dragonetti

Il territorio di Filiano è ricco di sorgenti, le quali, molto probabilmente, hanno contribuito all'antropizzazione stanziale della popolazione, dando così origine all'attuale assetto urbano. Infatti, dove ci sono delle sorgenti o nelle vicinanze, si rinvengono abitati, che, in seguito, si sono ampliati grazie agli interventi effettuati per migliorare le condizioni di vita nelle campagne.

Il fabbisogno idrico del Comune di Filiano è soddisfatto per circa il 40% dalle sue sorgenti che si rinvengono alle pendici del Monte Caruso e sono: S. Leonardo, Cucchiariello, Acqua Bianca, Pietra Focaia, Tomasicchio, Taccone, Imperatrice e Ciminelle.

Le altre sorgenti, sparse qua e la, non sono raccolte per le adduttrici di acqua potabile, ma alimentano fontane realizzate dalle maestranze locali con materiali del posto.

Raffigurazione della fontana del 'parchitello' in Filiano centro

In passato, le fontane hanno assolto un importante ruolo di socializzazione per le persone che vi si recavano; infatti, quotidianamente servivano per l'abbeveraggio degli animali, come lavatoi e per attingere acqua ad uso domestico; ed è proprio durante le ore trascorse al lavatoio che le donne, pur continuando a lavorare, avevano tempo a disposizione per scambiare informazioni e “fare pettegolezzi”.

Tra le oltre 50 sorgenti se ne elencano solo alcune: Canalicchio (Scalera), Agromonte (Scalera), Principe (Cancello della Filice), Imperatore (Serra Carriero), Dragonetti, Tornione (Inforchia), Filiano, Sterpito, Monte Caruso.

Di particolare interesse “terapeutico” sono le sorgenti di acque solfuree di c.da Scavariello-Monaco e c.da Gianturco, e quella di acqua ferruginosa di Agromonte.

(testi di Gennaro Mecca, Michele Bochicchio, Vito Mecca e Vito Sabia)